Tecniche di gestione dell'ansia sul breve termine

In cosa consistono?

Un primo passo all’inizio di una psicoterapia è proprio quello di andare ad individuare e definire qual è la difficoltà o il sintomo del momento. Si inizia a dare un nome e a prendere consapevolezza di quello che sta succedendo. Già questo passaggio generalmente fa sentire che “si è fatto qualcosa” per star meglio. 

Nel momento in cui si è capito di quale tipo di ansia si tratta e le sue caratteristiche, si potrà iniziare a definire con quali strategie provare a gestirla. 

Prima di tutto è importante impostare delle buone abitudini per il benessere psicofisico, abitudini che spesso si conoscono, ma non si applicano. Dormi in modo sufficiente e regolare? Come e quanto mangi? Fai attività fisica? Ti prendi cura del tuo corpo quando hai dei dolori? Se la risposta a queste domande è “no”, chiediti “perché”? Questo verrà affrontato in seduta e si troveranno insieme dei modi per provare ad impostare passo passo queste abitudini fondamentali per regolare al meglio le emozioni.

Secondariamente, vedremo l’importanza della respirazione, ad esempio negli attacchi di panico. E cosa serve nei momenti in cui l’ansia è così forte da impedire il richiamo dei pensieri funzionali. 

Inoltre è in questa fase che si vanno ad impostare delle tecniche a lungo termine per la riduzione del sintomo, a seconda delle tue caratteristiche e di quello che può essere utile per te. 


Facciamo un esempio!

Proseguiamo con l’esempio della persona che si reca in psicoterapia per attacchi di panico, esempio che abbiamo introdotto parlando della psicoeducazione. Dopo una fase di monitoraggio e di spiegazione dei sintomi, si introduce quindi il modo per gestire il picco d’ansia, attraverso la respirazione che utilizza la via bottom up, ovvero “dal basso verso l’alto” per regolare l’attacco di panico. Cosa significa? Quando una persona è nel pieno di un attacco di panico è utile andare a dare degli input che vadano dal corpo al cervello e non viceversa, si parla quindi di modalità bottom up. 

In seguito, anche se all’inizio può non essere semplice, si prova a ricostruire qual è stato l’attivatore di questo momento, recuperando la situazione e i pensieri che hanno poi scatenato l’attacco di panico. Quello che si scopre è che ci sono dei pensieri che possono essere definiti “irrazionali” che vanno a determinare il sintomo. In psicoterapia andremo a ristrutturarli per introdurne di più funzionali.

Infine andremo a definire quale può essere una buona strategia sul lungo termine per non arrivare a dei picchi d’ansia così forti. Nel caso del nostro esempio, potremmo proporre un percorso di mindfulness.